Nel campo delle tecnologie dell’educazione e dell’apprendimento è emerso negli ultimi anni un apprezzabile interesse, da parte degli studiosi, verso lo sviluppo del dibattito che ruota attorno alla riflessione sui presupposti teorici e sui sistemi tecnologici per l’apprendimento.
L’ampliamento degli orizzonti epistemologici offerto dalla rapida diffusione delle pratiche di e-learning, dall’evoluzione dei sistemi open-source, dalla rivoluzione socio-antropologica innescata dai social softwares, hanno fatto approdare il dibattito sull’idea di Personal Learning Environments. Questa locuzione fa la sua apparizione ufficiale nel 2004, in una conferenza del JISC/CETIS. La novità, consisteva allora nel termine Personal che era stato aggiunto al già consolidato Learning Environments e così veniva giustificato in una slide della conferenza
Move from a provider or institution focused set of capabilities to an environment where users “assemble” their environment to suit their needs.
System that maps to how I think and operate so that things are made easier for me. How do I bend this tool to suit the way that I work? Especially as my skills as a user improve.
Spostare le risorse da un provider o da un’istituzione che le ospita verso un ambiente “assemblato” dall’utente e adattato ai propri bisogni formativi. Un sistema che rappresenti il modo di operare dell’utente e che ne faciliti l’operatività. Come piegare questo strumento per adattarlo al suo, al proprio modo di operare? Così migliorano le competenze dell’utente.
Il concetto di P.L.E. si è affermato innanzitutto in contrapposizione al V.L.E, Virtual Learning Environment, ambiente virtuale di apprendimento, termine con il quale, a partire dagli sviluppi iniziali della rete Internet, si indica un sistema software che permette l’erogazione e la gestione di corsi all’interno di siti istituzionali. I V.L.E. noti anche come LMS, ovvero Learning Management System, hanno anche dato un impulso notevolissimo alla diffusione dell’e-learning. Nell’area anglo-americana e successivamente in Europa occidentale a partire dagli anni 2003-2004 tutte le maggiori università si sono dotate di sistemi software a supporto dei corsi tradizionali.
Nella recente storia del movimento di studiosi che hanno alimentato ed approfondito gli aspetti teorici del Personale Learning Environments, disponibile su Wikipedia l’enciclopedia libera, è possibile rintracciare i nodi fondamentali attorno ai quali il dibattito si è articolato e quali risultati concreti sono stati raggiunti nella creazione di nuove tecnologie che si ispirano al concetto di P.L.E.
La definizione attualmente consultabile su Wikipedia
Personal Learning Environments are systems that help learners take control of and manage their own learning. This includes providing support for learners to
* set their own learning goals
* manage their learning; managing both content and process
* communicate with others in the process of learning
and thereby achieve learning goals.
Gli ambienti di apprendimento personalizzato sono sistemi, dunque, che supportano gli utenti a prendere il controllo e a gestire il proprio apprendimento ed in particolare
organizzare i propri obiettivi di apprendimento
gestire sia i contenuti che i processi dell’apprendimento
comunicare con altri durante il processo stesso
e quindi raggiungere gli obiettivi di apprendimento.
Ma di cosa è fatto un sistema P.L.E.?
A PLE may be composed of one or more subsystems: As such it may be a desktop application, or composed of one or more web-based services.
Cioè può essere composto da uno o più sottosistemi, come ad esempio un’applicazione in locale e/o da un insieme di servizi Web.
Ma non tutte le definizioni convergono, il P.L.E. viene considerato generalmente solo un concetto, un’idea
[…] che un vero e proprio sistema tecnologico, potendo essere interpretato come un insieme di servizi Web pubblici connessi tra loro. Per altri, al contrario, un PLE può essere anche un vero e proprio strumento software, inteso come un “centro operativo personale”, in grado di interfacciarsi con i diversi servizi web, anche istituzionali, che concorrono alle necessità ed ai bisogni di apprendimento del singolo.
Il P.L.E. è dunque sia un concetto che include un’operatività integrante applicazioni in locale e servizi Web, sia uno strumento tecnologico, una specie di potente pannello di controllo, che assolva a tutte queste funzioni
Ulteriori elementi che apportano chiarezza e specificano più in profondità l’essenza di un ambiente di apprendimento personalizzato.
Important concepts in PLEs include the integration of both formal and informal learning episodes into a single experience, the use of social networks that can cross institutional boundaries, and the use of networking protocols (Peer-to-Peer, web services, syndication) to connect a range of resources and systems within a personally-managed space.
Un P.L.E. dovrebbe poter permettere l’integrazione, in una singola individuale esperienza, tra episodi di apprendimento formali e informali, l’uso di social networks che possono essere accolti nei confini istituzionali, e l’uso di protocolli di rete (peer-to-peer, flussi rss, ecc.) per connettere uno spettro di risorse e sistemi all’interno di uno spazio gestito personalmente, individualmente.
In sostanza ciò che caratterizza un ambiente di apprendimento personale è innanzitutto il suo essere singolarizzato, personalizzato, sia nel senso di ritagliato a misura, ma in questo caso il sarto e il cliente coincidono, sia nel senso di marchiato d’identità, dotato cioè di una fisionomia unica e irripetibile. È ancora la possibilità di tenere sotto controllo i percorsi di apprendimento formali e/o informali, gestire gli strumenti e le applicazioni, costruire la proprie reti di riferimento. Un ambiente di apprendimento personale ha dunque a che fare con l’identità, con la comunicazione e con l’attività.