29
apr

Quanto il cinema sia influente sulla quotidiana esperienza del mondo è evidente dal modo in cui i divi dello star-system entrano prepotentemente a far parte del nostro vissuto. Basti pensare al comportamento della massa, dei giovani e dei fan che, immedesimandosi nei propri idoli (eidolon in greco immagine, simulacro) ne copiano gesti, modo di vestire o linguaggio. Sappiamo bene come alcuni film siano in grado di suscitare l’interesse per il nostro personale passato, facendoci applicare una sorta di ermeneutica del soggetto, altri invece riescano ad agire più sul piano teleologico, rievocando il concetto greco di telos, il progetto della nostra esistenza, in una prospettiva di riconsiderazione o eventuale aggiustamento dei progetti sul nostro futuro.

21
apr

La nostra civiltà è cresciuta fondendosi e con-fondendosi con l’altro, il diverso, in un incessante scambio di paure, narrazioni, di merci, di violenza, di sangue. Noi siamo indissolubilmente legati alla presenza dell’altro, non esistiamo senza l’alterità. Il cinema ha reso possibile l’incontro con universi infiniti di alterità e questa ricchezza, questa varietà, ha permesso alla civiltà occidentale di rispecchiarsi. Sosteneva Lacan “noi siamo degli esseri guardati nello spettacolo del mondo”. Ciò che ci fa coscienza ci istituisce al tempo stesso come speculum mundi. La civiltà occidentale ha appreso attraverso gli universi dell’immaginario generati dal cinema a conoscersi e a mostrarsi. E’ un flusso continuo che va dal visibile all’invisibile. Visibile e invisibile si rintracciano e si rincorrono in una spirale di senso che si modifica ad ogni sguardo. Nel flusso delle immagini e del sonoro lo spettatore vive un’esperienza di nuova soggettività. La parola chiave che spesso usiamo per indicare la potente influenza sulla vita psichica è ‘immaginario’. Esso evoca al contempo ciò che lo definisce in quanto opposto: il reale. Se esiste un immaginario è perché esiste il reale. L’immaginario si genera quando si elaborano immagini che rispondono alle elaborazioni fantastiche che l’uomo ha saputo produrre. Sono dunque i fantasmi che l’umanità ha elaborato nel tempo e nello spazio, archetipi dell’esistenza umana che rendono possibile

14
apr

Non arte di registrazione nè ancora cinema digitale l’opera di Norman McLaren è un un esempio di continuità con la tradizione artigianale del cinema d’animazione delle origini ma anche di anticipazione di un gusto e di un’estetica per la creazione di immagini in movimento che avremmo visto solo in anni recenti e solo dopo la diffusione delle nuove tecnologie. Potremmo definire anche questo cortometraggio, così come molti altri di Norman McLaren, un gioco di superficie nel doppio senso di creazione diretta sulla superficie della pellicola, sia nel piano della significazione anche se la natura astratta della rappresentazione ne farebbe per alcuni un modello di rappresentazione intellettualistica. Insisterei piuttosto sull’aspetto puramente visivo e sul piacere tutto superficiale dell’effetto di meraviglia che poteva suscitare immagini-movimento come quelle di questa piccola opera.

La clip è stata scelta perchè credo sia in relazione con molti dei testi presenti nella selezione fornitaci.

Dal saggio di Darley a quello di Manovich. Dal piacere tutto visivo della spettacolarità di superficie alla passione tutta intellettuale di superare il cinema della macchina da presa con la forza del segno, del colore e della musica.

13
apr

La spietata analisi condotta da Umberto Eco in un noto articolo apparso sulle pagine dell’Espresso e poi raccolto nel volume di Gian Piero Brunetta nel 1975 su Casablanca, uno dei film più amati della storia del cinema.

Con passo felpato e e con un linguaggio pressochè avulso da ogni riferimento scientifico o accademico il semiologo Bolognese ci fa comprendere i meccanismi di funzionamento dei miti e come gli stereotipi concorrano a formarli. 
Lo svisceramento dei più triti clichès della narrazione mette in mostra come la somma di questi archetipi narrativi siano esaltati dalla risonanza intertestuale non solo quella interpretata dagli attori che hanno recitato tante volte quegli archetipi ma anche quella re-interpretata dagli spettatori che in questi archetipi ritrovano, ri-conoscono l’eco lontana di una storia eterna dell’umanità.

14
mar

Una sorta di epifania postuma, la scoperta o meglio la ri-scoperta del cinema da parte del narratore protagonista del brano. Una rivelazione che ri-conosce con maggiore consapevolezza l’universalità del linguaggio del cinema muto; accorgersi dunque che la fruizione delle opere del cinema pre-sonoro comportasse una maggiore cooperazione dello spettatore di quanto non accada con il cinema sonoro. Questa consapevolezza giunge sull’onda emotiva di un grande dolore, di una perdita difficile da elaborare e tuttavia il narratore sembrerebbe scorgere nel cinema una capacità terapeutica che gli consentirà di ri-nascere, ri-costruire la propria esistenza.E’ incoraggiante accorgersi che in qualsiasi momento della propria vita, il cinema che abbiamo sempre guardato, amato, giudicato, può divenire oggetto di interesse scientifico.

29
giu

Mira Nair è la regista di questo piacevole e semplice film tratto dal romanzo  di Jumpa Lahiri. Storia di una famiglia indiana trapiantata negli Usa e sul destino del loro primogenito che ha un curioso nickname Gogol. Belle immagini sull’india e temi su tradizione e integrazione della comunità indiana.

29
giu

Il fascino della regina vergine ha talmente esaltato il regista Shekhar Kapur che dopo il primo Elizabeth ha diretto questo sequel. Anche questo, curatissimo nelle ambientazioni e nei costumi, è centrato sulla protagonista della storia inglese del XVI secolo. Interpretata per la seconda volta dalla splendida e bravissima Cate Blanchett, la narrazione si focalizza sul conflitto europeo che vide i protestanti combattere contro i cattolici per l’affermazione della propria autonomia dalla Chiesa di Roma. La regina d’Inghilterra deve difendersi dalle mire egemoniche della cattolicissima Spagna di Filippo II che ha allestito l’Invincibile armada, la più grande flotta navale fino allora concepita, per compiere il disegno divino cioè l’annientamento dei “bastardi” protestanti.

La storia raccontata dal film mette inoltre in rilievo la complessa personalità della regina e i suoi conflitti interiori sempre oscillanti tra gli aspetti più intimi della fragilità umana e la superiore ragion di stato. La devozione e l’amore del pirata Sir Walter Raleigh la conforteranno e l’orienteranno alla difesa del ruolo che il destino le ha preservato.

Splendide immagini e ottima recitazione fanno di questo film un’occasione da non mancare.

29
giu

Germanico film. Storia di spionaggio totale della società. vicenda che intreccia il clima politico-culturale dell’epoca (anni 80), la pericolosità delle idee degli artisti non ortodossi, la libertà del pensiero, lo squallore della soggettività supina al potere totalitario dell’ideologia e del partito, il percorso di ravvedimento purificazione ed espiazione di un agente della Stasi sensibile alla bellezza della musica e dell’arte. Narrazione solida, bella regia.

29
giu

Per chi conosce e ama il linguaggio dei fumetti, per chi subisce il fascino di uno dei più bravi disegnatori (di fumetti si intende) del mondo, Frank Miller, dalla cui opera è stato tratto il film, questo film di genere (nicchia di genere) è un capolavoro. Il film è tutto giocato oltre che sulla forza espressiva dei personaggi (tutti, come accade appunto nei comics), sul cromatismo dei contrasti chiaroscuro sulle scenografie. Il film è tratto dunque da un fumetto di Frank Miller uscito nel 1998 appunto negli stati uniti che a sua volta si è ispirato ad un film degli anni 60 “The 300 spartans” in cui appunto si racconta la notissima storia delle termopili e della guerra fra due ideologie, quella persiana, decadente e assolutista, e quella dei greci liberi.

Gli iraniani si sono lamentati per il modo in cui sono stati rappresentati i Persiani nel film, ma credo a torto, perchè Frank Miller stesso aveva dichiarato che Serse il re Persiano era più Bush che altro.

la sinossi:

Nel 480 a.C. il re persiano Serse decide di invadere la Grecia riprendendo la guerra iniziata da suo padre Dario I. Per bloccare l’avanzata dell’esercito di Serse, le città greche formano un’alleanza guidata dal re spartano Leonida. L’intera guardia del corpo del re, composta da 300 opliti, viene inviata a difendere il passo montuoso delle Termopili per permettere al resto dell’esercito greco di organizzarsi per il confronto con il nemico. La loro resistenza fu strenua ed eroica fino al totale sacrificio.

19
apr

Ultimo film del regista siciliano Pasquale Scimeca, più noto per aver fatto Placido Rizzotto. Il film è un’occasione sprecata, il tentativo di attualizzare la novella di Verga. Regge solo per tre quarti per il resto, scelte registiche non sempre felici. *